Diabolik e le pubblicità scabrose degli anni '70

Mentre il mio amico Michele Gallo continua a regalarmi pile e pile di fumetti degli anni '70, tra la tanta roba che c'era nel mucchio, sono sbucati fuori un paio di Diabolik (che mi ha regalato Kiwi Joshua, lo stesso di Lando) di quei magici anni in cui i pantaloni a zampa erano i pantaloni a vita bassa di oggi.

Di Diabolik si possono dire tante cose, soprattutto che è l'unico fumetto che veramente avrò letto di più in assoluto.

Dalla diabolika mente di due sorelle Angela e Luciana Giussani, si può dire che ormai è uno di quei fumetti italiani che conoscono in po' in tutto il globo terracqueo. La leggenda wikipedica con fonte narra che un giorno Angela Giussani stava alla stazione dei treni e notò che la gente mentre attendeva leggeva i gialli. Cioè immaginatevi questa signora che va a pensare… se era mia nonna in stazione l'unico pensiero che poteva affliggere la sua testa sarebbe stato "Madò… e mo che preparo a pranzo?" invece codesta Angela ti va a inventare il formato cartaceo 12 x 17, il cosiddetto formato "diabolik". Cioè… tanto di cappello.

Diabolik è un tizio vestito di nero che ruba gioielli e che è pure bastardo. O ammazza qualcuno e si ruba i soldi, o li narcotizza, o li azzoppa… e cosa più brutta è il fatto che ci gode insieme a Eva Kant: torturano la gente (sempre alti borghesi ricconi) e si attizzano come conigli e si accoppiano appena hanno terminato un colpo, portandosi via delle vite se necessario. Non è mica un fumettino per ragazzini. Oddio, semmai nel linguaggio. In pratica ogni azione che fanno la dicono in un baloon quasi sempre. Esempio lampante di tutto questo paragrafo è l'immagine successiva dove si vede Diabolik che ha rapito la riccona di turno che è anche accusata di omicidio e per difenderla la narcotizza perché è fissato col narcotizzare la gente così a buffo.



Ma il motivo per cui è nato questo Post è un altro: non sono tanto le storie a colpirmi (che come ripeto, non ho molto da ridire stavolta), ma quello che succede una volta torminata la suddetta storia, ovvero:

Le pubblicità scabrose degli anni '70!

Divertiamoci a trovare le differenze tra i tempi dei nostri genitori e i nostri! Scopriamo le fantasie e i desideri dell'Italia durante la ripresa economica!
Scopriamo perchè la nostra generazione è così pigra!

Ma prima, una vignetta umoristica tratta da uno dei due volumetti.



Ahahah! Che ridere! Il tipo è morto perchè si presuppone siano figli suoi!

Ora ragazzi, non fate caso al fatto che le immagini escono fuori dal blog e leggetevi un po' di sana pubblicità! (cliccate e ingrandite per le fantastiche didascalie)



Partiamo con una bella pubblicità di attrezzi ginnici, gli attrezzi che rendono l'uomo virile, perché negli anni '70 se non eri virile e non avevi i muscoli d'acciaio diventavi tipo lo sgobbato nella vignetta in alto a sinistra della pagina a destra, ovvero Charles Manson.



Sappiamo tutti come è andata a finire… è tutto questo perché Charlie non ha acquistato i suoi attrezzi ginnici. Non fare come Charlie!

Il lettore medio degli anni '70 a quanto ho modo di capire, non è che acchiappava tanto (le cose oggi non è che sono cambiate eh). Dimostrazione di ciò è il secondo reperto pubblicitario: Se non c'avete pazienza per perdere tempo sudando per qualche minuto al giorno, eccovi la soluzione!



8900 lire alla ditta SAME e vi beccate pure il MUSCOLOMETRO INCORPORATO che a me pare tanto una giunzione in plastica per tubature ma io della ditta SAME di Milano mi fido. E sia chiaro, non diventerete un fenomeno da fiera, ma tipo Clark Kent che ha gli occhiali ed è robusto e intellettuale!

Continuiamo le danze con qualcosa che ai giorni d'oggi non si vede più… siete bassi? Beh… leggete un po' qui!



Trasformazione dei grassi superflui in muscoli statici! Cazzo! E' tutto questo grazie al Dr. Mac Astelle, il professor Boris Kniaseff e il Dr. Nancie Liedberg! Porca pupazzola! Tralasciando che Boris Kniaseff sia un ballerino, il simpatico trio ha preso per il culo gran parte dell'europa industrializzata, prova di ciò questi libri scritti da loro che costano l'ira di Dio per la loro irreperibilità. SIGNORI, SIATE PIU' ALTI! FATEVI RISPETTARE!

Ma chi inseriva queste inserzioni sapeva che non tutti poteva cascare a scempiaggini del genere o meglio ancora, sapeva che la gente era pigra ugualmente.. così la soluzione arriva con la possibilità di conquistare il proprio Partner IPNOTIZZANDOLO!



Io quasi quasi sto Coupon lo stacco e vedo se mi arriva sto libro, sono ansioso di leggere nella mente delle ragazze e poter smettere di fumare!

Concludiamo questa carrellata di fantastiche prodezze dell'era commerciale con un corso di Karate che, sembraa una cosa normale… vai in palestra, ti iscrivi, da cintura bianca arrivi a cintura nera nei giusti anni… INVECE NO! Puoi arrivare diretto a cintura nera grazie a NEW-KARATE!



A parte gli errori ortografici, ci sono due passaggi che mi fanno morire: il manuale KUN-FU che costa quanto sto metodo e il fatto che non capisco in cosa consiste il metodo! Ti inviano un giornalino? Ti mandato il maestro Miyagi a casa? Boh…

Insomma ragazzi questo è quanto

Segnalescionz:
A Forte Prenestino a partire da oggi fino a domenica c'è il CRACK - FUMETTI DIROMPENTI. C'è lo Stand di Fumetti disegnati male, ci sono Mattioli e Davide La Rosa e Nicola Piro (il matto che ha fatto Grezzo 2 che recensii su sto blog tempo fa), E' possibile acquistare il volume 11 e il volume 12. Nel volume 11 ci sono anche io. Probabile che sabato ci sono pure io che vado a trovare Mattioli e porto anche i dolci tipici, ma dipende, è capace che non vengo… boh…

Recensioni dal passato - LANDO (1976)

 Preambolo:
In un tripudio di miccette, il governo esplode i suoi brandelli in cielo, compongono la scritta Zio cantante, che sta a significare, lo scorno dei Matusa, mentre i giovani limonano felici esaminando, giornali tipo Lando che ritornano alla luce dopo un'era di arbitrario oscuramento...
(Supergiovane - Elio E Le Storie Tese - 1992)


LANDO (L. 250)
Anno IV N.86: I PORCHEGGIATORI
2 Ottobre 1976
Periodico quattordicinale
Edifumetto S.p.a.
Direttore responsabile: R. Barbieri
Stampa: Intergrafica S.p.A. - Cologno Monzese


Ringrazio Kiwi Joshua che mi ha fatto dono di codesto fumetto.

Leggende. Storie che nel corso del tempo, tramite i passaparola e tramite l'essere citati in un testo di una canzone degli Elii, diventano di fatto leggende. Chi non lo ha mai letto, ne è incuriosito. Chi lo ha letto, prima se ne è dimenticato e poi lo ha rivalutato. E' giunto il momento di raccontare LANDO secondo un punto di vista distorto, il mio.

Nella precedente recensione abbiamo visto come venivano scritti i fumetti negli anni '90, adesso vediamo come lo erano negli anni '70. Per pura coincidenza vediamo sempre un prodotto di tale Renzo Barbieri disegnato e scritto da… da… mm… boh… non c'e scritto 'ncazzo. Vabbè...
Di cosa parla Lando?

Lando è un simpatico nullafacente che di faccia assomiglia ad Adriano Celentano che insieme al suo amico di sempre (conosciuto come il lardoso) bighellonano infantilmente e si ritrovano il più delle volte in avventure che prevedono nudità ed illazioni al sesso. Tutti i protagonisti di queste storie parlano con un linguaggio definibile negli anni '70, linguaggio giovane:
sgrammaticati e noncuranti di ogni loro parola pronunciata in maniera errata,
sempre pronti a formulare rime bambinesche con la speranza di risultare affabili agli occhi delle pulzelle.

Il numero che mi è giunto si chiama i Porcheggiatori.

Vediamo in quali folli avventure i nostri eroi sono incappati:

Mentre Lando è seduto con un gelato ed un binocolo ad attendere che si alzi il vento per vedere alzare gualche minigonna, sopraggiunge il suo amico lardoso che si chiama appunto Il Lardoso.
L'opulento obeso invece che unirsi all'amico, vede il gelato e ne resta sessualmente attratto. Lando gli racconta che lo ha avuto gratuitamente perchè aveva scoperto il gelataio mentre si sbatteva la Manola. Poi parte la scena di come Gelataio e Manola fanno la crema alla vaniglia (che vi risparmio perchè non si vede niente e non fa ridere).


Il Lardoso nel frattempo sembra non frenare la sua eccitazione e per farsi regalare un gelato, va dal gelataio minacciandolo di rivelare a tutti quello che ha saputo. Il gelataio non sta al ricatto e il lardoso si prende na spruzzata bianca in bocca.



Dopo una piccola lite tra i due amici, per via dell'ignoranza del lardoso, i due si ritrovano a sostituire un amico al lavoro come parcheggiatori, capendo di dover fare i porcheggiatori. Mentre Porch.. parcheggiano, incontrano un vecchio amico  che sta pieno di soldi e che ha un difetto di pronuncia, la R moscia, il difetto dei ricchi.



Il figlio di papà invita ad una festa in piscina i due. Nella festa c'è tanta fregna. I due si mettono in costume, Lando comincia a marpioneggiare ed allungare le mani, ma  ci ripensa appena comincia una partita di pallone in piscina, prova del fatto che anche se stai impastando con le mani, il calcio viene sempre prima di tutto (ma che cazz?!?!). Poi Il lardoso finisce senza costume e tutte le donne, convinte che sia una nuova moda, si spogliano. Anche esse, essendo ricche, hanno difetti di pronuncia. Ma è capace che negli anni '70 tutti avevano dei difetti di pronuncia. Questo non lo sapremo mai perchè gli anni '70 sono finiti e non torneranno mai più.

Lando però non riesce a togliersi il costume in quanto non ricorda l'esistenza del pollice opponibile (in una situazione del genere, non è facile ricordarlo). Così prende un sigaro dal proprietario di casa (Il padre del figlio di papà) e si mette fuoco. Il padre si incazza e li sbatte tutti fuori e loro decidono di andare a lago, e poi sbattono con la macchina. Fanno incazzare il lardoso perchè prendono in giro la sua vespa e lui, decide di trainare l'auto e spostarla con la sua vespa (da notare la simpatia e la metrica dell'ultima battuta del lardoso nella pagina a destra).



Appena il Lardoso risolve la situazione delle auto, il figlio di papà fa velatamente capire a Lardo e Lando che sono socialmente inadeguati e che la loro amicizia non può durare in quanto lui ricco e loro invece dei disagiati sociali.

Così mentre l'amico ricco si allontana, il Lardoso per vendicargli gli urla qualcosa facendolo distrarre e facendo sbattere l'auto, causando la morte di 6 ragazze e di due uomini, amico ricco incluso. Il lardo e il Lando se ne vanno soddisfatti.
Fine.

Nella pagina a fianco c'è un messaggio da parte del Bar Lando, dove giovani seguaci scrivevano al giornale in attesa di risposta. Se si legge con attenzione è possibile riuscire a intravedere l'aria che si respirava in quegli anni, tramite un linguaggio assolutamente sorclassato oggi, che penso sia l'esempio perfetto per far capire come si vivevano gli anni '70 in Italia.



Poi c'è della pubblicità, che ci regala fantastiche emozioni.




Curiosità:
Nella terzultima pagina ci sono le date di uscita di altri fumetti penso sempre della Edifumetto S.p.A.. Invece nel caso vogliate sapere le prossime uscite (se non disponete di una macchina del tempo però, credo che in edicola non li troverete, voi provate comunque però)

Gigetto (Mensile)
Venerdì 8 Ottobre
In costa smeralda le trovi tutte con la coscia calda

Candida (Mensile)
Sabato 9 Ottobre
Assasinio nel Bordello

Zora (Mensile)
Martedì 12 Ottobre
Zora la vampira
NB (Mi sa che ci hanno fatto pure un film 20 anni dopo su sto fumetto...)

Tirando le somme:
Il risultato è un fumetto con una storia per bambini, rivolto ad un pubblico adulto, ma sicuramente più attraente per un adolescente minorenne che non per una persona matura. Il punto è che maturo e maggiorenne, come ben sappiamo, non sono sinonimi e più che altro va a finire che chi acquistava questo genere di fumetti, secondo me, era un bambino nel corpo di un adulto, che, grazie ad opere del genere, poteva finalmente abbattere il tabù della sessualità (dovuto alla società, alle traumatiche infanzie dettate dall'ignoranza, dalla mala-informazione e dalla chiesa) grazie ad un ingenua comicità. I personaggi sono stereotipi dei desideri dei lavoratori degli anni '70, degli annoiati giovani uomini frustati dalla monotonia delle loro ripetitive vite, convinti di poter ammirare donne impossibili senza doversi affezionare come accadeva invece con le attrici delle commedie Trash di quegli stessi anni. Tutto finiva con una storia bella perché proibita, non perché realmente interessante.

E la settimana prossima:
Le pubblicità scabrose sui Diabolik degli anni '70!

Recensioni dal passato: Black Jack (1990)



Preambolo: Grazie Michele.

Ora basta con i preamboli e tenetevi forte, miei sprovveduti lettori:

Black Jack 
(Raccolta n.2) - Luglio 1990
Renzo Barbieri Editore
Soggetto e sceneggiatura: Gilberto Fiorani
Disegni: Massimo Pesce
Copertina: Marco Firinu
Supervisione:Francesco Moretti

Non si fanno abbonamenti
Una copia: L. 2000
Arretrati: L. 5000
Funzionalità di una copertina è attrarre la curiosità di colui che la osserva. Prima di leggere nella mia mente ho pensato: Casa degli spettri, ragazzino che si lecca un pollice per controllare il vento, roba del demonio, pupazzi cinesi e un gatto che sicuramente non comparirà all'interno della storia. Ne ho beccate 3 su 5.

Renzo Barbieri a quanto mi dice Gugol è un tizio famoso principalmente per i fumetti erotici, ma cosa più interessante, è il maggior responsabile di LANDO, mitologico giornale citato da Supergiovane nel pezzo degli Elio e Le Storie Tese.

Ora, perché dovrei parlarvi di questo fumetto chiamato Black Jack?
Semplice: Mi sono sempre lamentato che le case editrici oggi pubblicano poca roba interessante, tante cagate e mai che pubblicassero le mie di cagate. Volevo sapere se anche 23 anni fa, il fumetto italiano che finiva per essere pubblicato, era sempre banale, superficiale ed inutile. La risposta a questo quesito non ve la darò io ma le immagini che sto per proporvi tratte dalla prima delle due storie di questa raccolta. Il titolo dell'episodio è:

ENIGMA IN NERO

Il titolo può sembrare fuorviante ma va ben oltre le aspettative.
Chiariamo subito di che parla questa serie. C'è sto tipo che si fa chiamare Black Jack che fa il cartomante ma si ritrova a fare tipo l'indagatore del paranormale ed è alto e magro con i capelli alla Rupert Everett (Vi ricorda qualcuno?). In ogni caso c'è lui che è ossessionato da Marylin Monroe e passa le notti con il suo fantasma e le sue clienti sono pazze di lui… in più riesce a farsi amico anche il corpo di polizia femminile. Che gran casanova… ah..  e poi ci sono scene di sangue, scene oniriche tipo quelle di Freddy Krueger, mutilazioni, zombie vampiri e lupi mannari uno dietro l'altro, satana, indiani e tanta roba. Ma andiamo con ordine e analizziamo solo le cose di cui ho scannerizzato le immagini che sennò qua non ne usciamo più.


La prima cosa che vediamo è questo giovinotto afroamericano che entra in una porta… e chi c'è dietro questa porta?


Ecco. La prima battuta del protagonista è: Salve fratello nero! Già evinciamo da qui che forse forse il nostro Black Jack è un filino razzista… ma così non è (e poi vi faccio capire il perchè)… forse magari negli anni '90 che erano altri tempi era di buon auspicio salutare un afroamericano ricordandogli il colore della pelle. Questo non lo sapremo mai perchè gli anni '90 sono finiti e non torneranno mai più… ma la cosa più interessante in assoluto è il Baloon successivo.

Come parli difficile fratello bianco! Io so solo che ho bisogno di "grano"! Coraggio, scucimi un po' di verdoni!

Da notare le due cose in grassetto. In una, giustamente, l'uomo risponde a tono alla minchiata detta prima dal protagonista (reagirà giustamente nella tavola successiva con un coltello, a mio avviso, facendo benissimo). La cosa più formidabile però è il fatto che il baloon non è il parlato dell'afroamericano, bensì del suo culo. Prova di ciò è il fatto che dica appunto la parola scucimi. Solo un culo coperto da un Jeans potrebbe dire scucimi, non avrebbe senso in altri contesti… magari potrebbe essere uno slang per dire tipo: dammi i tuoi soldi… mmmh… ne dubito, a patto che con i soldi, un culo non voglia pulirsi… da qui l'espressione: "con i tuoi soldi mi pulisco il culo"… è un vero mistero il significato di ciò… anzì direi, un vero enigma… ed ecco che in poche tavole il mistero del titolo ENIGMA IN NERO viene a galla! Geniale. Chi ha dato questo titolo facendo questo ragionamento deve trattarsi di un genio puro. Ma andiamo avanti con la storia.
In pratica, il tizio cerca di derubare Black Jack, non ce la fa e viene sbattuto fuori e poi arriva una vecchia infarcita di soldi che chiede al chiromante di metterla in contatto con il suo defunto cagnaccio di nome Funky.
 

Avete guardato con attenzione le ultime due vignette della tavola a destra?
Bene, adesso rivedetele ripetendo nella vostra mente queste due parole:
Voyeurismo
Zoofilia

Lo state facendo? 

Fatelo.

Voyeurismo, Zoofilia, Voyeurismo, Zoofilia, Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zooferismo, Voyeurilia.
Bene, ora continuiamo con la storia. Lui truffa la vecchiaccia facendole credere che il suo cane si rencarnerà e intasca la grana. Poi chiama la sua Maman e le dice che va a trovare la sua amica bionda che assomiglia a Marylin Monroe e non torna per cena.


Avete notato bene? La sua Maman, altri non è che la padrona di Tom & Jerry finalmente rivelata in volto. Questo fa cadere ogni accusa di razzismo nei confronti di Black Jack facendomi ricredere sul titolo di questa fantastica avventura. Mh… sua madre è nera… è proprio un enigma… vuoi vedere che non è la sua vera madre? Questa risposta l'avremo poche tavole più avanti quando finalmente Black Jack racconta alla sua amica bionda che assomiglia a Marilyn Monroe la storia di come è diventato orfano.


Alt. Ora, mia cara amica che assomigli a Marilyn: Quando uno ti dice che la sua famiglia e morta in un incidente, non gli chiedi "E poi cosa accadde?" Sono morti, che cazzo ti deve rispondere! Dici almeno: "mi dispiace", fai una pausa, ho capito che stai attizzata però che diamine… è una domanda idiota… ekkekkristo….
Ma forse sono io che me la prendo troppo perché se guardiamo interamente la tavola succede qualcosa di sbalorditivo e che ci fa riflettere ancora sulla genialità del titolo di questa straordinaria opera.


La balia, mio caro Jack Black, è la donna che ti ha cresciuto e che ti permette di andare in giro a giocare a fare il divino Otelma. Nel giro di due battute gli dai della negra e della strega. Vuoi vedere che forse forse un filino razzista lo sei? E vuoi vedere che in realtà l' ENIGMA IN NERO del titolo, ancora una volta cambia forma e contenuto e diventa L'enigma del perchè una donna ha cresciuto un pargolo, trasformandolo in un mantenuto sfaticato denigratore? mmh… aspè…denigrare forse non è la più parola giusta.. vabbè...

Ma andiamo avanti veloci che adesso mi è rimasto solo uno Scan e vado rapido con la storia:
- La tizia tipo Marilyn è un attrice di serie B
- Scompare insieme al regista
- Black Jack va a casa del regista e trova la moglie e l'avvocato di quest'ultimo che pure lo stanno cercando
- Poi trova la sua amica fatta a pezzi insieme ai resti del regista
- Poi vede il fantasma di Marilyn che dice che non si possono toccare (due tavole più in avanti si abbracciano… ma vabbè) e le rivela che la sua amica era lei reincarnata e gli spiega che è stata uccisa dalla moglie e dall'avvocato del regista
- Per fargli uno scherzo Black Jack e il fantasma di Marilyn si travestono da zombie per spaventarli (esatto, un fantasma che si traveste da zombie e che poco prima diceva che poteva essere vista solo dal protagonista)
- La moglie e l'avvocato si cacano in mano e reagiscono così.


- L'albo finisce 1 tavola dopo con Black Jack e il fantasma che sorridono e chiamano la polizia.
- Fine

….

Vi siete ripresi da questa meravigliosa storia? Poi c'è ne sta pure un'altra ma non mi va di parlarne perché è più pallosa e sa troppo di Dylan Dog ma soprattutto, non ho fatto gli Scan. Vi dico in due parole tutto.
Una tizia vede i fantasmi e va dal cartomante, insieme scoprono che il suo ragazzo la drogava col Mexal, che è una droga che non esiste e poi c'è tipo il maestro del ragazzo di questa che è un adoratore di Satana che nell'ultima pagina dice: non finisce qui. La parte più bella è che appena si conoscono (esattamente 3 tavole dopo le presentazioni), lei nemmeno chiede a Black Jack di che segno sei che gli dice che ha visto la madre uccidere il padre mentre era a letto con due mignottoni dopo che erano tornati dalla messa per poi correggersi dicendo: no, alla fine a papà e i mignottoni li ho decapitati tutti io e mamma è morta di crepacuore.
Fine.

Cusiosità:
Black Jack è anche il nome di un manga di Osamu Tezuka del '73.

Tornando a quanto detto all'inizio, non vi risponderò se 23 anni fa i fumetti pubblicati facevano cagare come adesso. Fatto sta che adesso ci sono i blog che parlano di fumetti e nulla fa più cagare, tutto è geniale, anche se si tratta di una serie infinita di idiozie come in questo caso (badate, idiozie scritte bene però, lo sceneggiatore ha degli ottimi tempi narrativi seppur con storie del genere). Concludo, dandovi appuntamento con altri fumetti del genere, sperando che qualcuno me li procuri aggratis.

Segnalations:

- Ho scritto un libro che sto pubblicando una pagina al giorno (C'è pure il bannerino in alto al blog)! E' gratis cazzo, quindi parlatene, condividetelo ogni tanto e diffondete il verbo che il finae vi lascerà tutti turbati!
- E' tornato l'angolo del Turello che parla di fede con dei disegni fatti col mouse! (e con all'interno altre segnalazioni, segnaleption!)

E la settimana prossima, grazie al mio chitarrista Kiwi Joshua che mi ha fornito fumetti a gratis recensirò...
LANDO!