Turel Caccese

Recensioni dal passato: Black Jack (1990)



Preambolo: Grazie Michele.

Ora basta con i preamboli e tenetevi forte, miei sprovveduti lettori:

Black Jack 
(Raccolta n.2) - Luglio 1990
Renzo Barbieri Editore
Soggetto e sceneggiatura: Gilberto Fiorani
Disegni: Massimo Pesce
Copertina: Marco Firinu
Supervisione:Francesco Moretti

Non si fanno abbonamenti
Una copia: L. 2000
Arretrati: L. 5000
Funzionalità di una copertina è attrarre la curiosità di colui che la osserva. Prima di leggere nella mia mente ho pensato: Casa degli spettri, ragazzino che si lecca un pollice per controllare il vento, roba del demonio, pupazzi cinesi e un gatto che sicuramente non comparirà all'interno della storia. Ne ho beccate 3 su 5.

Renzo Barbieri a quanto mi dice Gugol è un tizio famoso principalmente per i fumetti erotici, ma cosa più interessante, è il maggior responsabile di LANDO, mitologico giornale citato da Supergiovane nel pezzo degli Elio e Le Storie Tese.

Ora, perché dovrei parlarvi di questo fumetto chiamato Black Jack?
Semplice: Mi sono sempre lamentato che le case editrici oggi pubblicano poca roba interessante, tante cagate e mai che pubblicassero le mie di cagate. Volevo sapere se anche 23 anni fa, il fumetto italiano che finiva per essere pubblicato, era sempre banale, superficiale ed inutile. La risposta a questo quesito non ve la darò io ma le immagini che sto per proporvi tratte dalla prima delle due storie di questa raccolta. Il titolo dell'episodio è:

ENIGMA IN NERO

Il titolo può sembrare fuorviante ma va ben oltre le aspettative.
Chiariamo subito di che parla questa serie. C'è sto tipo che si fa chiamare Black Jack che fa il cartomante ma si ritrova a fare tipo l'indagatore del paranormale ed è alto e magro con i capelli alla Rupert Everett (Vi ricorda qualcuno?). In ogni caso c'è lui che è ossessionato da Marylin Monroe e passa le notti con il suo fantasma e le sue clienti sono pazze di lui… in più riesce a farsi amico anche il corpo di polizia femminile. Che gran casanova… ah..  e poi ci sono scene di sangue, scene oniriche tipo quelle di Freddy Krueger, mutilazioni, zombie vampiri e lupi mannari uno dietro l'altro, satana, indiani e tanta roba. Ma andiamo con ordine e analizziamo solo le cose di cui ho scannerizzato le immagini che sennò qua non ne usciamo più.


La prima cosa che vediamo è questo giovinotto afroamericano che entra in una porta… e chi c'è dietro questa porta?


Ecco. La prima battuta del protagonista è: Salve fratello nero! Già evinciamo da qui che forse forse il nostro Black Jack è un filino razzista… ma così non è (e poi vi faccio capire il perchè)… forse magari negli anni '90 che erano altri tempi era di buon auspicio salutare un afroamericano ricordandogli il colore della pelle. Questo non lo sapremo mai perchè gli anni '90 sono finiti e non torneranno mai più… ma la cosa più interessante in assoluto è il Baloon successivo.

Come parli difficile fratello bianco! Io so solo che ho bisogno di "grano"! Coraggio, scucimi un po' di verdoni!

Da notare le due cose in grassetto. In una, giustamente, l'uomo risponde a tono alla minchiata detta prima dal protagonista (reagirà giustamente nella tavola successiva con un coltello, a mio avviso, facendo benissimo). La cosa più formidabile però è il fatto che il baloon non è il parlato dell'afroamericano, bensì del suo culo. Prova di ciò è il fatto che dica appunto la parola scucimi. Solo un culo coperto da un Jeans potrebbe dire scucimi, non avrebbe senso in altri contesti… magari potrebbe essere uno slang per dire tipo: dammi i tuoi soldi… mmmh… ne dubito, a patto che con i soldi, un culo non voglia pulirsi… da qui l'espressione: "con i tuoi soldi mi pulisco il culo"… è un vero mistero il significato di ciò… anzì direi, un vero enigma… ed ecco che in poche tavole il mistero del titolo ENIGMA IN NERO viene a galla! Geniale. Chi ha dato questo titolo facendo questo ragionamento deve trattarsi di un genio puro. Ma andiamo avanti con la storia.
In pratica, il tizio cerca di derubare Black Jack, non ce la fa e viene sbattuto fuori e poi arriva una vecchia infarcita di soldi che chiede al chiromante di metterla in contatto con il suo defunto cagnaccio di nome Funky.
 

Avete guardato con attenzione le ultime due vignette della tavola a destra?
Bene, adesso rivedetele ripetendo nella vostra mente queste due parole:
Voyeurismo
Zoofilia

Lo state facendo? 

Fatelo.

Voyeurismo, Zoofilia, Voyeurismo, Zoofilia, Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zoofilia. Voyeurismo, Zooferismo, Voyeurilia.
Bene, ora continuiamo con la storia. Lui truffa la vecchiaccia facendole credere che il suo cane si rencarnerà e intasca la grana. Poi chiama la sua Maman e le dice che va a trovare la sua amica bionda che assomiglia a Marylin Monroe e non torna per cena.


Avete notato bene? La sua Maman, altri non è che la padrona di Tom & Jerry finalmente rivelata in volto. Questo fa cadere ogni accusa di razzismo nei confronti di Black Jack facendomi ricredere sul titolo di questa fantastica avventura. Mh… sua madre è nera… è proprio un enigma… vuoi vedere che non è la sua vera madre? Questa risposta l'avremo poche tavole più avanti quando finalmente Black Jack racconta alla sua amica bionda che assomiglia a Marilyn Monroe la storia di come è diventato orfano.


Alt. Ora, mia cara amica che assomigli a Marilyn: Quando uno ti dice che la sua famiglia e morta in un incidente, non gli chiedi "E poi cosa accadde?" Sono morti, che cazzo ti deve rispondere! Dici almeno: "mi dispiace", fai una pausa, ho capito che stai attizzata però che diamine… è una domanda idiota… ekkekkristo….
Ma forse sono io che me la prendo troppo perché se guardiamo interamente la tavola succede qualcosa di sbalorditivo e che ci fa riflettere ancora sulla genialità del titolo di questa straordinaria opera.


La balia, mio caro Jack Black, è la donna che ti ha cresciuto e che ti permette di andare in giro a giocare a fare il divino Otelma. Nel giro di due battute gli dai della negra e della strega. Vuoi vedere che forse forse un filino razzista lo sei? E vuoi vedere che in realtà l' ENIGMA IN NERO del titolo, ancora una volta cambia forma e contenuto e diventa L'enigma del perchè una donna ha cresciuto un pargolo, trasformandolo in un mantenuto sfaticato denigratore? mmh… aspè…denigrare forse non è la più parola giusta.. vabbè...

Ma andiamo avanti veloci che adesso mi è rimasto solo uno Scan e vado rapido con la storia:
- La tizia tipo Marilyn è un attrice di serie B
- Scompare insieme al regista
- Black Jack va a casa del regista e trova la moglie e l'avvocato di quest'ultimo che pure lo stanno cercando
- Poi trova la sua amica fatta a pezzi insieme ai resti del regista
- Poi vede il fantasma di Marilyn che dice che non si possono toccare (due tavole più in avanti si abbracciano… ma vabbè) e le rivela che la sua amica era lei reincarnata e gli spiega che è stata uccisa dalla moglie e dall'avvocato del regista
- Per fargli uno scherzo Black Jack e il fantasma di Marilyn si travestono da zombie per spaventarli (esatto, un fantasma che si traveste da zombie e che poco prima diceva che poteva essere vista solo dal protagonista)
- La moglie e l'avvocato si cacano in mano e reagiscono così.


- L'albo finisce 1 tavola dopo con Black Jack e il fantasma che sorridono e chiamano la polizia.
- Fine

….

Vi siete ripresi da questa meravigliosa storia? Poi c'è ne sta pure un'altra ma non mi va di parlarne perché è più pallosa e sa troppo di Dylan Dog ma soprattutto, non ho fatto gli Scan. Vi dico in due parole tutto.
Una tizia vede i fantasmi e va dal cartomante, insieme scoprono che il suo ragazzo la drogava col Mexal, che è una droga che non esiste e poi c'è tipo il maestro del ragazzo di questa che è un adoratore di Satana che nell'ultima pagina dice: non finisce qui. La parte più bella è che appena si conoscono (esattamente 3 tavole dopo le presentazioni), lei nemmeno chiede a Black Jack di che segno sei che gli dice che ha visto la madre uccidere il padre mentre era a letto con due mignottoni dopo che erano tornati dalla messa per poi correggersi dicendo: no, alla fine a papà e i mignottoni li ho decapitati tutti io e mamma è morta di crepacuore.
Fine.

Cusiosità:
Black Jack è anche il nome di un manga di Osamu Tezuka del '73.

Tornando a quanto detto all'inizio, non vi risponderò se 23 anni fa i fumetti pubblicati facevano cagare come adesso. Fatto sta che adesso ci sono i blog che parlano di fumetti e nulla fa più cagare, tutto è geniale, anche se si tratta di una serie infinita di idiozie come in questo caso (badate, idiozie scritte bene però, lo sceneggiatore ha degli ottimi tempi narrativi seppur con storie del genere). Concludo, dandovi appuntamento con altri fumetti del genere, sperando che qualcuno me li procuri aggratis.

Segnalations:

- Ho scritto un libro che sto pubblicando una pagina al giorno (C'è pure il bannerino in alto al blog)! E' gratis cazzo, quindi parlatene, condividetelo ogni tanto e diffondete il verbo che il finae vi lascerà tutti turbati!
- E' tornato l'angolo del Turello che parla di fede con dei disegni fatti col mouse! (e con all'interno altre segnalazioni, segnaleption!)

E la settimana prossima, grazie al mio chitarrista Kiwi Joshua che mi ha fornito fumetti a gratis recensirò...
LANDO!

10 curiosità distorte su Ritorno al Futuro

Christopher Loydd che mostra il suo nuovo orologio al cantante degli Smiths durante le riprese del film


1. Il numero 1,21 (o 01:21) compare più volte nel film. Tipo sono i Gigawatt necessari per sparaflesharsi nel tempo, l'ora in cui Einstein Cane viaggia nel tempo, l'ora in cui il padre di Marty per la prima volta ascolta i Van Halen. Secondo una mia ipotesi 1,21 sono i centimetri d'altezza di Micheal J. Fox prma dell'intervento che lo rese più alto (intervento che gli procurò sia la fama che il Parkinson)




2. Molti sono convinti che la chitarra usata da Marty durante il ballo di fine anno (Una Gibson ES-335) sia stata messa in commercio nel 1959. Quello che molti non sanno è che Robert Zemeckis tornò indietro nel tempo mettendola in commercio nel 1954, sapendo che sarebbe stata trovata da Marvin Berry e utilizzata anacronisticamente nel film.

3. Su Wikipedia c'è scritto che George Gipe ha fatto un romanzo del libro che differisce di poco dal film originale se non per il fatto che Marty da del lei a Doc. In inglese non esiste dare del lei. E' una cosa che ci siamo inventato noi, al massimo si può differire tra formale e informale, ma del lei no.

4. In una delle prime sceneggiature, Bob Gale e gli scrittori volevano che la macchina del tempo fosse un boomerang, ma Spielberg declinò questa idea in quanto pensava che i ragazzini, andando al cinema e vedendo il film, sarebbero tornati indietro.

5. La prima bozza della sceneggiatura venne completata nel febbraio 1981. Nell'agosto dello stesso anno, la band musicale Soul Funk pubblica l'album "Concept" che non è un Concept Album, diventando così un paradosso. Coincidenze?

6. Il titolo originale "Back To The Future" al contrario si legge " Erutuf Eht Ot Kcab". Chiaro omaggio ai Beatles.

7. Nel film, a quanto si capisce, l'idea del flusso catalizzatore viene in mente a Doc sulla tazza del cesso. I complottisti che vedono messaggi satanici in tutto (gli stessi di Paul is Dead e di God Loves You) sostengono che in realtà stesse pensando alla figa, infatti la forma del flusso è vagamente quella. Girata al contrario.









8. Si era pensato di fare Ritorno al Futuro 4 nell'antica Roma. Poi non se ne è fatto per fortuna più niente, anche se una biga con dei cavalli con del plutonio nel culo sarebbe stata un'idea a dir poco geniale.

9. Il film ha incassato in America 210.069.762 dindini americani. Al paese mio invece 0 mila lire.

10. Quando Einstein cane fa il viaggio del tempo all'inizio, è possibile vedere uno stuntman travestito da cane. Questo perchè il vero cane stava viaggiando nel tempo e non era disponibile per girare la scena del viaggio del tempo.

Napoli Comicon 2013 - Recensioni: La Bibbia 2, Ravioli Uèstern, Blam, Blorch

Ci sono varie motivazioni per cui le persone vanno ad una fiera come il Comicon di Napoli:
C'è chi ci va per passare una giornata diversa in un posto con della gente, avendo come unico rapporto con i fumetti, la settimana enigmistica;
C'è chi può non essere sé stesso per un giorno, e diventa qualcun'altro con la speranza di non pensare ai suoi problemi;
C'è chi si promuove con la speranza di vendere qualche copia dei suoi lavori e dire "Ho guadagnato dei soldi facendo qualcosa che amo"
E poi ci sono io che ci vado per rompere il cazzo a Davide La Rosa e Pierz che li vedo una volta all'anno.

Questo che segue è un dramma in due atti, come un opera lirica. A Intervallare il tutto, 1 sola vignetta con i miei compagni d'avventura Lous, Trepicomics, Serem, Aoichan che voglio bene perché mi sopportano e mi rivolgono la parola nonostante li tratto da disegnatori schiavi. Avrei voluto fare altre vignette ma la sera di Domenica mi sono ubriacato e non ricordo molto bene se alcune cose sono successe davvero oppure no. A dirla tutta, non sono convinto nemmeno che le conversazioni presenti sottoforma di vignette ci siano state davvero.

E' tanta roba, potete anche leggerla in giorni diversi, non me ne fotte proprio.

Comicon 2013
Dramma in 2 atti

Atto I
1. Recensione La Bibbia 2 (di La Rosa, Pierz)
    I. Caffè Borghezio
    II. In the Flesh
    III. Caffè Borghezio (Reprise)
2. Recensione Intera Saga Ravioli Uèstern (di Pierz)

Intervallo

Atto II
3. Recensione Blam! e Blorch (de "Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco")
    I. Allegro
    II. Allegretto
4. End Credits


ATTO I

1. RECENSIONE LA BIBBIA 2


Parte I. Caffè Borghezio
(Preludio alla recensione, scambiando due chiacchiere con Pierz)



Parte II. In the Flesh
(Recensione)

Ritorna nell'anfratto che ti ho fatto e generato dal mio primo è solo sfratto!
E' vero non esisto!
Mi son fatto creare bene, dotato di catene.
Ti hanno preso come scusa per le pene dell'inferno.
Ti hanno preso come autore per le voci dall'interno delle mente.
Mente il mondo quando serve e allo stato attuale delle cose serve… me.

(Musica per Bambini, Dio Contro Diavolo, che mi ha fatto conoscere Pierz già da diverso tempo)

Quando i due autori tempo fa, annunciarono l'uscita della bibbia 2 tramite Facebook il mio primo pensiero è stato: Se le cercano. E vi spiego anche il perché: Entrambi sono due autori atei che hanno l'abilità di evidenziare le incongruenze della religione con una tipologia d'ironia che impone (inconsciamente, entrambi non pretendono di aver ragione e non vogliono imporre nulla) al lettore di farsi delle domande. Il modo in cui riescono a creare un pensiero nella testa delle persone (soprattutto Pierz) è scuotendo il lettore con immagini che la società fino a qualche anno fa definiva blasfeme (come ad esempio la maria sverginata da Gesù). Abilità di Davide invece è parlare di contraddizioni "invertendole" e mostrando la debole struttura su cui si sorreggono. Entrambi però utilizzano l'ironia per parlare di ciò. L'ironia ha la caratteristica di non essere presa sul serio perché quando viene presa sul serio diventa "critica nei confronti di". La Bibbia 2 è questo: Ironia che va presa sul serio anche solo per qualche secondo, dando al lettore la scelta o meno di proseguire sempre più in profondità nella lettura. Prova di questo sono le varie lettere aperte dei due autori che intervallano tra un capitolo (Libro) e l'altro. Davide & Pierz fanno fumetti, i fumetti (9 volte su 10) non sono presi sul serio e quando vengono presi sul serio creano i pareri più disparati. Gente che prende le parti, gente che stronca a prescindere chi nomina figure considerate sacre, gente idiota che li considera i soliti idioti (da non confondersi con i soliti idioti di MTV che loro dicono di fare critica e satira quando in realta è solo merda), gente che dice "E fattela na risata, è un fumetto per ridere!", gente che dice "Come osano?". Non puoi chiamare un libro La Bibbia 2 e passarla liscia. Davide e Pierz non la passeranno liscia stavolta e forse è proprio quello l'obiettivo a cui puntano. Vogliono fare qualcosa che succede nei fumetti una volta ogni quindici anni. Venir presi sul serio con l'ironia. E porco il globo, stavolta ci sono tutti gli ingredienti per farlo. Basta solo che vi dica che la storia comincia con un paesaggio distopico e termina con una grottesca ultima pagina utopica. E la cosa che mi ha fatto più paura è stata la rappresentazione razionalistica del finale. Questa Parodia/Reboot/Sequel (La Bibbia 2 è tipo "La Casa 2" per intenderci) è stata in grado di rassicurare un lettore come me con l'apocalisse e spaventarlo nella concezione di un mondo normale (non vi spoilero niente, ma se trovate in rete la conferenza del Napoli Comicon della giornata di Sabato,lo faranno loro che non si sanno tenere niente per sè e se trovate il video linkatemelo che ci sono pure io che faccio domande). La Bibbia 2 mi ha ricordato un altro grande libro chiamato "Parola di Giobbe" (di Giobbe Covatta) in cui l'autore fa una parodia (nel significato teatrale del termine) alla bibbia, soffermandosi su alcuni punti contraddittori del sacro libro (La Bibbia 1 intendo). Ovviamente lo stile dei due libri (Parola di Giobbe e La Bibbia 2) è completamente diverso, ma se avete apprezzato il libro di Giobbe per la sua sincerità nel farsi alcune domande con ironia, date un'occhiata a questo "Parola di Davide & Pierz".
In conclusione dirò questo: E' un libro che vi farà sorridere, soprattutto se apprezzate gli autori (il mio punto preferito è la fine del libro FOUR per via di una cosa accaduta a Davide nemmeno l'anno scorso e presa in giro fantasticamente da Pierz), non c'è da dimenticare che hanno riciclato alcune loro vecchie battute, non che abbiamo fatto male sia chiaro, ma essendo questa una recensione, non sarebbe giusto nei confronti di chi mi sta leggendo dare solo punti a favore. La Bibbia 2 però rimane un'opera che va presa con le pinze, non perché si parla di religione sia chiaro, ma perché ne ha saputo cogliere l'impatto contemporaneo con cui oggi viene vista. E questo significa avere coraggio, sia nel bene che nel male che nella neutralità.


Parte III. Caffè Borghezio (Reprise)
(Scambiando due chiacchiere con Davide e Pierz alla seconda pausa caffè)



2. RECENSIONE RAVIOLI UESTERN (1 - 2 - 0 - 3)


Mi ricordo ancora quando l'anno scorso incontrai Pierz per la prima volta. Invocò il cristo tre volte, mi insultò, mi fece i complimenti per la maglietta, mi fece una dedica con una bestemmione, mi regalò una spilla, ci salutammo. Tutto questo in 50 secondi. Avevo letto qualcuna delle sue strisce Online. Mi colpì l'impatto e la semplicità immediata nel cogliere nel segno, con battute che variavano tra la banalità dei giochi di parole (sgrammaticati all'inverosimile a mio avviso solo per far implodere la mente dei Nazigramma e per risparmiare tempo di revisione) all'abilità di saper ironizzare di e con internet. Ravioli Uèstern è questo. Semplice presa per il culo della società moderna ormai alienata e noncurante di ciò. Risate ai tempi della crisi. Non feci in tempo ad acquistare il primo volume che già avevo finito di leggerlo, non solo perché divertente, ma perché proprio corto. Due vignette a pagina. Mi sentì divertito e truffato allo stesso tempo. Ma questa sensazione non è nulla in confronto a ciò che ho provato dopo aver letto l'intera saga fin ora pubblicata. Infatti quest'anno, siccome la vita è inaspettata e potrei morire tipo domani o dopodomani, ho deciso di comprare i numeri restanti. Ravioli Uéstern è un fumetto che finge di avere una storia e collassa nel raccontarla. Quindi la storia di Ravioli Uèstern è la storia di un collasso di sceneggiatura. Una sorte di metafumetto direte voi. No dirò io. Anche perché la parola stessa "Metafumetto" non mi piace ed è riduttiva nei confronti delle narrazioni grottesche e oniriche. Per farla breve c'è un tizio col piercing (patetica rappresentazione eroica di LPP, come direbbe fumetto d'autore) che è l'eletto ma poi diventa un cowboy (cauboi secondo la definizione esatta), da cauboi diventa temporaneamente sceriffo che deve fare da guardia ad un raviolo ninja (ningia secondo la questura) senza un piede. Il motivo di questo amputazione dovrebbe essere contenuto nel volume 0, ma ci arrivi solo se interpreti l'intero volume 0 con la teoria del nastro di Moebius e del rasoio di Occam messe insieme. Fatto sta che il tizio col piercing incontra la morte, la quale le da un modulo da riempire. Dopo di chè il tizio/cauboi ritorna con una minchia gigantesca ed un gattino e fa arrabbiare Gesù Cristo che lo spedisce all'inferno. Poi c'è un'evoluzione inaspettata della trama, in quanto ci sono dei Flash avanti e indietro che nemmeno nel film 21 grammi e non sto nemmeno li a spoilerarvi nulla, anche perchè il tutto resta inconcluso, in attesa di un quarto numero che se acquisti non sperare di trovare risposte. Perchè Pierz si diverte a lasciare bachi pazzeschi nella sceneggiatura al solo scopo di far domandare al suo lettore "Sono io che non capisco una mazza o è lui che è un bastardo?". Nessuno di tutte e due (oddio, un po' la seconda può essere). I Ravioli Uèstern sono una provocazione, una farsa del fumetto in sé, credo che la versione cartacea sia schiava stessa della versione Online. Le battute che Pierz preferisce dal blog, le mette all'interno dell'albo e ci costruisce una trama. Non c'è nulla di programmato in quegli albi se non il 10%. Il fatto è che una roba del genere, strutturata a questa maniera insensata funziona. Perchè i fumetti, come ogni forma d'arte, devono creare reazioni e se sono reazioni di divertimento ben venga, Pierz lo sa fare, come sa fare altro, basta farsi leggere la recensione precedente o farsi un giro su Verticalismi o su DeviantArt o chiedetecelo direttamente voi che già in questo Post parlo fin troppo di lui. Eccheccazzo. Per farla breve: Pierz sa raccontare anche solo rubacchiando lo schifo di internet e facendolo brillare di una sua luce e senza farsi pippe mentali. Semmai solo pippe.



Intervallo




Una delle cose più divertenti da fare in una fiera colma di gente e stare in mezzo alla folla in silenzio e ascoltare di sfuggita.
Qui le frasi che mi ricordo di aver sentito:

- Fantastico!
- Uà! Io già m'aggiu rutt TUTT 'e palle
- Noo!
- Mamma che fila da Zerocalcare! (A questo tipo che ho ascoltato di sfuggita vorrei dire: dovevi venirci l'anno scorso che stava in un angolo e non se lo cacava nessuno)
- Che è come quella puntata dei Simpson quando…
- Scusa, hai i minuti gratis sul cellulare? (Se non sbaglio è capitato a Lous che ha risposto con un No, se ero io avrei detto: "Si ed è una figata!" e me ne sarei andato)



ATTO II

3. RECENSIONE GLI SCARABOCCHI DI MAICOL&MIRCO


I. Allegro
(Breve Introduzione alla recensione)

La scena che si presenta è questa. Un tizio barbuto dietro lo stand, io guardo le copertine dei libri rossi.
Chiedo: Chi è l'autore?
Il tizio risponde: Puoi dire a me
Io: Piacere Maicol&Mirco, sono Turel. Dammi i tuoi libri e rispondi a questa domanda:
Stampate le pagine rosse per evitare che si possano fare le fotocopie come nei copioni dei Season Finale dei Telefilm che danno agli attori?
M&M: No. Però lasciamo che ci sia una pausa, infatti c'è una pagina vuota ad ogni scarabocchio.
Io: Eccoti il mio danaro.
Subito dopo aver ricevuto la ricevuta del buon esito del pagamento e aver ricevuto una dedica con una croce tombale con sopra il mio nome, sono stato invaso da questa sensazione:



Sono rimasto con questa sensazione fin quando non ho letto entrambi i libri, ovvero 48 ore dopo.
Dopodiché mi sono ricreduto.

II. Allegretto
(Recensione)

Stiamo parlando di due libri, Blam e Blorch, due raccolte consecutive che differiscono solo per le prefazioni e per le ultime lettere del titolo. Da considerarsi un unico simbiote, un unico ideale di massima constatazione del materialismo. Un grande spaccato di realismo capace di dare una sberla a cinque dita a chiunque, lasciando, oltre che il segno, una sensazione immediata di reazione al lettore, che si ritrova inevitabilmente pervaso dall'ottimismo. Sensazione paradossale se si pensa che in quasi tutti gli scarabocchi di cui è composto il libro, i personaggi muoiono uccidendo qualcuno o suicidandosi. Ho la netta sensazione che se uno di questi libri venisse dato ad un aspirante suicida su un cornicione, dopo averlo letto, il presunto suicida scenderebbe e chiederebbe di venir preso a schiaffi per quanto è stato idiota a pensare a una cosa del genere (Fidatevi, ne so qualcosa). Le differenze tra il libro cartaceo e le pubblicazioni online sono due:
In primis, le splendide prefazioni con cui si aprono i volumi, primo avvertimento di ciò che sta per accadere alla mente del lettore scritte in maniera di tutto rispetto e che valgono da sole, metà del prezzo del libro (In Blorch ci sono 12 pagine di spiegone e speri addirittura che ce ne siano altre, cosa assurda in una prefazione)
Seconda cosa è la raffica di cattiveria che ti investe in ogni volume, che va canalizzata leggendo tutto d'un fiato. Entrambi i libri tenderanno a darti così tanto la nausea della realtà che l'unica cosa da fare sarà controllare di nuovo la già citata realtà al fine di viverla con più accettazione. E questo  è qualcosa di folle. Perché, parliamoci chiaro, che questa sia arte o meno, a me non interessa mica, sono convinto che il pubblico degli scarabocchi, si sia un po' rotto il cazzo della vita, così come l'autore (o autori, vabbè, non l'ho mica capito fino alla fine se sono due o uno). Maicol&Mirco sono/è pura veridicità: in ogni scarabocchio non c'è pretesa, non c'è sforzo del canalizzare quello che si vuole dire. C'è solo una stramaledettissima sincerità che ho ce l'hai o non ce l'hai. E se non ce l'hai è perché non hai ancora toccato il fondo. Questi libri hanno il potere di pestarti in una rissa e lasciarti a terra, dandoti la scelta se alzarti oppure no. Perché questa è la vita: più paradossale di una sceneggiatura dei fratelli Cohen, meno interessante di quanto qualsiasi film o canzone possano farti credere.

4. End Credits

Anche questo Comicon è passato.
Dovrei segnalarvi un autoprodotto che ho sfogliato ma non ho acquistato (perchè, non me ne vogliate, ma dovrei comprare ogni cosa li dentro)
Loro si chiamano "L'antitempo" e hanno pubblicato "La Pompa va in Europa" e Robert (Rispettive Parodie di La Pimpa e Roberto Saviano), dateci un'occhiata.
Vi segnalo anche L'intervista del Turello a ConDre.
Inoltre quest'anno ho conosciuto The Marius che è un tipo molto alla mano e che ha scritto un libro con una casa editrice e mi fa sempre piacere quando qualcuno inizia a pubblicare e per questo lo sponsorizzo.
Oltre a The Marius, ho conosciuto Fran che ha una mia copia di Come far credere a tutti di essere un fumettista (che gli ha passato Lous e che non ho nemmeno firmato)
Invece chi ha acquistato il mio minilibro con tanto di Dedica e Foto Mossa è stato Andrea di Rosa che si è sentito così truffato da farmi un episodio di Sceneggiatore & Disegnatore apposta. Grazie Andrea.
Invece devo chiedere scusa a Zejian Peng che gli dovevo offrire un caffé e non sono riuscito a beccarlo ed ora gliene dovrò offrire due.
Grazie a Trepi, Lous, Aoichan e Serem perché non mi fanno sentire strano.
Grazie al Pierzo e al Lario per la loro santa pazienza e per l'aiuto con il finale di Sceneggiatore & Disegnatore.
Un sentito vaffanculo invece a chi ha paura di conoscermi di persona.

Una volta che avrò terminato l'ultimo episodio di Sceneggiatore & Disegnatore, dovrò sparire dal Web per un po'.
Vi ricordo la lista dei Disegnatori che partecipano all'ultimo episodio aggiornata a oggi:

Vaz - Plunk - Davide La Rosa - Pierz - Emiliano Mattioli - Condre

Vi lascio con "Sceneggiatore & Cavaiolo" (il cavaiolo è tipo un raviolo gigante che fanno al paese mio) disegnato da Pierz sulle dediche dei volumi che ho comprato alla NPE.

Sceneggiatore: delle origini del processo (ft. Onoclota)



Per chi abbia il piacere di pensarlo, questa serie ha una trama ed il finale sarà raccapricciante, se andate su TUMBRL, oltre che alla lista episodi, potrete scrivere anche voi le sceneggiature e insultare in anonimo. Ringrazio Onoclota che si è fatta persuadere, qui il suo blog dove fa disegni migliori di questi

RECENSIONE 1x01 HANNIBAL

L'intero episodio pilota della nuova serie Hannibal della NBC si può sintetizzare in questa immagine